Quando decidiamo di commerciare rapporti di cambio il primo contatto è con un broker, l’intermediario. Il broker ci autorizza ad utilizzare un saldo attraverso il quale diviene possibile vendere o comprare valuta. I conti sono gestibili mediante un corrente ordinario, carta di credito, postpay, paypal e con molte altre forme di trasferimento elettronico di denaro.
Qualora si decida di lavorare con un broker italiano le somme investite sono depositate presso una banca italiana, quando invece ci affidiamo ad un market maker estero i soldi saranno consegnati ad una banca estera e in questo caso é necessario, alla fine dell’anno, dichiarare le somme spedite dall’Italia secondo le direttive fiscali attualmente in vigore nel nostro paese.
Le società di intermediazione straniere propongono spesso offerte più competitive rispetto a quelle italiane, e richiedono sovente un investiimento iniziale inferiore come deposito minimo.
La scelta di un broker, dunque, dovrebbe avvenire in seguito all’accertamento del luogo dove vengono depositati i soldi, verificando non solo lo stato in cui la banca si trova ma anche le commissioni con lo spread applicato, il deposito minimo richiesto, la procedura di apertura conto e le lingue supportate dai software delle piattaforme di trading.
Il market maker é in buona sostanza il nostro “datore di lavoro”, é colui che materialmente piazza sul mercato le posizioni attuando i nostri ordini di acquisto o vendita. I migliori markets makers garantiscono una istantanea ed accurata collocazione dell’operazione finanziaria evitando e minimizzando il rischio del cosiddetto slippage, ovvero quello scarto tra il prezzo di mercato ed il prezzo effettivo di esecuzione che talvolta é riflesso dalla rete telematica.
I brokers guadagnano applicando una commissione, lo spread, ed il totale di tutti i conti degli investitori costituisce il loro capitale. Spesso durante gli scambi sono la nostra controparte quando non ne trovano un’altra.
Così, quando compriamo, il broker ci vende direttamente la sua posizione e viceversa, quando vendiamo acquista lui la nostra. Di fatto, il market maker incassa le nostre eventuali minusvalenze oltre allo spread, e non a caso evita di essere la controparte dei traders di successo rimanendola abitualmente di altri..
a cura di Vincenzo Augello