Forex come nasce: Da un sistema di cambi fissi ad uno variabile
martedì, 11 novembre 2008 04:07
Durante il primo decennio e mezzo dopo la seconda guerra mondiale, le autorità monetarie degli stati uniti non hanno operato direttamente sul mercato dei cambi allo scopo di non influenzare il tasso di cambio del dollaro o le condizioni di mercato. Sotto gli accordi di Bretton Woods l’obbligo degli Stati Uniti è stato quello di garantire la convertibilità in oro del dollaro a $ 35 per oncia alle banche centrali e alle autorità monetarie dei membri del FMI. In virtù di tale accordo, gli Stati Uniti hanno svolto solo un ruolo passivo nella determinazione dei tassi di cambio sul mercato. Nei primi anni del 1960, gli Stati Uniti sono diventati più attivi nelle operazioni del mercato dei cambi. Da allora, gli Stati Uniti avevano iniziato a sperimentare i gravi e prolungati problemi della bilancia dei pagamenti. Gli Stati Uniti dovevano proteggere i propri stock di oro e mantenere la credibilità del collegamento del dollaro con l’oro, purtroppo nel tempo il tasso di cambio fisso dell’accordo di Bretton Woods divenne insostenibile nel tempo e crollo definitivamente nel 1973. Nel 1978, gran parte del mondo passo ad un sistema di cambio flessibile, cambiarono le obbligazioni dei membri del IMF e ciascun aderente poteva decidere di adottare un sistema di cambio a proprio scelta, fisso o variabile, legato ad un altra moneta o ad un paniere di valute, soggette in ogni caso alle obbligazioni del FMI, per evitare manipolazioni del cambio, per promuovere la stabilità economica, finanziaria e monetaria. Oggi abbiamo ancora un sistema di scambi flessibili e le varie banche centrali possono intervenire sul mercato quando necessario.
Tag:forex
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