I traders abbracciano questa professione per diversi motivi, ma in primis c’è sempre un forte desiderio di indipendenza, di libertà.
Un trader affermato vince su tutti. Chi investe e rischia i suoi soldi con profitto, puntando su se stesso, sulla proprie capacità, con la possibilità di lavorare da qualsiasi parte del mondo, guadagnando cifre che i più non possono nemmeno lontanamente immaginare raggiunge il priviligio dell’autodeterminazione e dell’autonomia.
I profitti finanziari sul mercato delle valute sono importanti. Si immagini, per fare un esempio, che con 10.000 euro si pùo avere una rendimento almeno pari a quello di un immobile del valore di 500.000 euro.
Il trader crede fermamente nel suo sistema di trading, anche se, dopo averlo tanto cercato esaminato e verificato per lui resta sempre fonte di nuovi test e analisi.
L’atteggiamento mentale dei traders di professione é simile ad un software, non é soggetto ad emozioni, ha poche incertezze e la convinzione che qualunque sia l’esito iniziale di un’apertura l’operazione alla fine condurrà ad un risultato.
Se le cose si mettono male, egli ha un piano di riserva che trova in una copertura con altri strumenti finaziari, hedging, carry trade….qualunque cosa.. ma ce l’ha.
D’altro lato è indubbio che un buon capitale é esso stesso garanzia di solvibilità e flessibilità che elimina il bisogno di strategie macchinose e magari controproducenti.
Tuttavia, le potenzialità di resa del capitale sono proporzionali al margine e al controvalore con cui lo si piazza sul mercato e se non si mantengono gli standard di sicurezza tradizionali si rischia molto, moltissimo, come i profitti di anni di scambi.
E’ dunque decisiva un disciplina monolitica che deve migliorare continuamente per non cedere mai all’emotività, alla paura di perdere, alla fretta di recuperare uno scambio che probabilmente domani sarà in guadagno.
Un trader non sa quando realizzerà un profitto ma sa se potrà farlo.
A cura di Vincenzo Augello







