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Analisi tecnica forex 08 agosto 2011

Ho iniziato a compilare le statistiche e i dati necessari per avere un’idea di massima sull’impatto che i fondamentali POTREBBERO avere sui mercati finanziari dopo tutte le discussioni politiche degli ultimi tempi e tutto d’un tratto….BOOM! Lo scorso venerdì, S&P ha tagliato il rating degli Stati Uniti da AAA a AA+. La reazione dei mercati Forex alla notizia, che avverrà all’apertura della seduta asiatica di lunedì sarà, con buona probabilità, più complessa di una banale vendita di USD….
Beh, permettetemi di continuare. Come se le condizioni dei mercati non fossero sufficientemente critiche, il NYSE/Euronext LIFFE exchange sono andati incontro ad un problema tecnico (che ha quindi comportato che i caldi future dell’Euribor non potessero essere negoziati, e i numerosi principali indici azionari non sono stati calcolati nonostante le azioni sottostanti venivano negoziate!) Numerosi strumenti sono stati sospesi per eccesso di ribasso e non c’è stato mercato per gli altri.  Per alcuni il doppio prezzo bid / ask sta diventando una rarità e BNY Mellon addebiterà un interesse di 13 punti base sui depositi oltre i $50mln: tassi di interesse nominali e decisamente negativi.
Il processo di deleveraging sta prendendo sempre più piede, a tal punto che molti indici sono ai minimi dell’ultimo anno, se non di più. Si stima che il MSCI All-Country abbia perso $2.5 trilioni nell’ultima settimana. Gli spread tra i nomi di qualità e “il resto” continua ad allargarsi, tanto che il benchmark dei OAT francesi a 10 anni ha raggiunto un nuovo record a 91 bps rispetto i Bund, pari ad un tasso del 2.226%.  Le Trasuries statunitensi a due anni hanno raggiunto un nuovo record minimo allo 0.256%, così come nel Regno Unito al 0.47%, i Gilt a 5 anni 1.163% e a 10 anni 2.59%… un tasso che non si vedeva dalla…. Seconda Guerra Mondiale…e sorte non molto diversa in Canada al 2.47% e l’Index-Linked si vede all’orizzonte. L’USD ha guadagnato nei confronti di tutte le valute (ad eccezione di una, vedi sotto), +5.0% nei confronti del dollaro neozelandese dopo che la RBNZ ha lasciato il tasso del denaro al 2.50%, così come in Australia che i tassi rimangono al 4.25% e i lunghi compiacenti sono stati forzati ad uscire. L’oro spot  raggiunge un nuovo record a $1681.67/oncia, anche se altri metalli preziosi hanno riportato una leggera flessione (Palladio spot 14.0% a $727.43/oncia), così come altre materie prime.

 
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