Le borse mondiali hanno registrato nuovi rialzi per il secondo giorno consecutivo. Il principale fattore di questi rialzi è stata la forte domanda di titoli di stato italiani. L’Italia è riuscita a vendere €7.5mld di buoni a 3 anni con un rapporto di copertura delle offerte a 1.5, in rialzo dal rapporto di copertura delle offerte di 1.35 registrato durante l’asta precedente. A limitare i guadagni delle borse europee ha contribuito la flessione di -1.1 punti della fiducia economica nell’Eurozona di novembre, che ha riportato una lettura di 93.7, pur sempre maggiore delle aspettative di un -0.9 punti a 93.9, pari al livello più basso da 2 anni a questa parte. La BCE non è riuscita a sterilizzare interamente l’acquisto di bond tramite l’SMP. La BCE ha fatto sapere che 85 banche hanno presentato un’offerta per un totale di €194.2mld con depositi a 7 giorni, ma la stessa sperava di drenare €203.5mld, pari al totale degli acquisti di bond tramite l’SMP.
Il dato positivo delle vendite al dettaglio in Giappone ha spinto al rialzo la borsa di Tokyo, dopo che le vendite al dettaglio in Giappone nel mese di ottobre hanno registrato un aumento dell’1.4% m/m e 1.9% y/y, lettura migliore delle aspettative di un +0.6% m/m e +0.7% y/y. L’aumento della disoccupazione ha limitato i guadagni: la disoccupazione in Giappone è aumentata più delle aspettative ad ottobre con un tasso in aumento dello 0.4% al 4.5%, maggiore delle aspettative di un +0.1% al 4.2%.
Wall Street ha aperto sostanzialmente invariata dopo i forti rialzi registrati nella seduta precedente che hanno così pesato sulla mattinata americana, mentre i tassi dei bond italiani sono scesi dai massimi di seduta. L’ottimismo sul progresso dell’Europa ha contribuito ai rialzi del 2.9% della seduta di lunedì dello S&P. American Airlines ha dato l’avvio alla procedura Chapter 11: amministrazione controllata per la procedura di bancarotta.
Lo yen giapponese è stato scambiato al ribasso nei confronti del dollaro USA durante la mattinata di martedì mentre le autorità giapponesi hanno ricordato ai mercati che il Giappone rimane vigile contro forti apprezzamenti dello yen, mettendo così pressione sulla propria valuta. Il ministro delle finanze giapponesi ha promesso durante la giornata di martedì di portare lo yen a livelli “più appropriati” anche se lo stesso si è allontanato dai massimi registrati lo scorso mese. Il dollaro è salito a 78.20 yen nelle prime contrattazioni di martedì, continuando il trend rialzista iniziato la scorsa settimana.







