giovedì, febbraio 23, 2012

Analisi mercati forex 15 dicembre 2011

La coppia EUR/USD è scivolata ad un minimo degli ultimi 11 mesi a $1.2965 dopo che i dati pubblicati dalla Banca di Spagna hanno rivelato che i prestatori spagnoli hanno prestato in media 98 mld dalla BCE nel mese di novembre, la cifra più alta in 14 mesi, segno che le banche fanno stanno andando incontro a problemi nell’accedere ad altre fonti di finanziamento. Le borse europee sono rimaste in sottotono dopo che la PI dell’Eurozona di ottobre è scesa inaspettatamente del -0.1% m/m e cresciuta del +1.3% y/y, minore delle aspettative di una crescita piatta m/m e pari al 2.1% y/y. Le borse e l’EUR/USD sono scesi anche dopo che l’istituto tedesco Ifo ha tagliato le previsioni per il PIL 2011 della Germania al 3.0% dalla precedente proiezione del 3.3% e tagliato anche le previsioni di crescita per il 2012 per la Germania ad un ‘magro’ 0.4% dal 2.3%.
Le borse asiatiche sono scese dopo che la FED non ha provveduto ad instaurare nuove misure di stimolo e dopo che le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate, ma più lentamente rispetto agli ultimi 5 mesi, pesando sulle previsioni di guadagno degli esportatori asiatici. Le perdite nelle borse giapponesi sono state contenute dopo che l’USD/JPY si è portato verso nuovi minimi settimanali.
Wall Street ha aperto leggermente al ribasso con i trader focalizzati su un EUR/USD in discesa e i tassi dei bond italiani in ripresa nel clima generale di irriquietezza dei mercati a seguito nel protrarsi della situazione europea. Le richieste di mutui negli Stati Uniti sono salite del 4.1% nella settimana che è terminata il 9 dicembre, secondo quanto riportato dalla Mortgage Bankers Association. L’OPEC ha deciso di mantenere il tetto di produzione a 30mln di barili al giorno secondo quanto riportato dal ministro venezuelano alla riunione del gruppo a Vienna.
I mercati si sono preparati ad un possibile taglio di massa dei paesi dell’eurozona, che non farebbe che peggiorare la crisi del debito della regione, dopo che il summit di settimana scorsa non ha creato speranze per una risoluzione immediata della stessa. L’euro si è portato in prossimità dei minimi a 11 mesi nei confronti del dollaro e una rottura di tale soglia potrebbe portare a nuovi rischi di ribasso.


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