Le borse asiatiche hanno chiuso in maniera contrastata: il Giappone segna +0.95%, Cina -1.12%, Australia +0.85%, India -0.21%. Si fanno sempre più insistenti le preoccupazioni circa il fatto che la crisi del debito europea possa diffondersi, rallentando così l’economia globale e quindi la domanda per le esportazioni asiatiche che costituiscono il primo fattore negativo ad indebolire le borse in Asia. Le azioni delle banche cinesi sono scese sulla base delle preoccupazioni circa una possibile nuova stretta della politica monetaria. Ciò è avvenuto dopo che Bejing News ha riportato che la Banca Popolare di Cina ha venduto nuove obbligazioni a principali prestatori, una mossa volta alla rimozione di liquidità dal sistema bancario.
Wall Street ha esteso i propri guadagni con lo S&P e il Nasdaq che hanno fatto segnare un +1.0% grazie alla buona performance dei titoli bancari e industriali. JPMorgan Chase è stato il titolo più caldo sul Dow Jones, facendo riportare un +2.7% a $33.30, seguito da General Electric e Caterpillar. Il DJIA è cresciuto di 63.91 punti (+0.58%) a 111125.03. Lo S&P 500 è cresciuto di 10.00 punti (+0.86%) a 1172.23. Il Nasdaq è cresciuto di 27.14 punti (+1.09%) a 2522.23. L’indice sull’ottimismo delle piccole aziende NFIB è sceso a 88.1 nel mese di agosto dal 89.9 riportato a luglio. Non si tratta di una sorpresa ma l’indice riporta letture al ribasso da ormai 6 mesi, facendo segnare il livello più basso da 1 anno a questa parte.







