Analisi mercati forex 13 dicembre 2011
martedì, 13 dicembre 2011 02:20
Il Presidente della Bundesbank Weidmann ha raffreddato le speculazioni circa il fatto che la BCE fornirà nuove misure volte ad arrestare la crisi del debito. Lo stesso ha commentato inoltre che se da un lato il nuovo accordo di settimana scorsa rappresenta un passo in avanti, l’onere di risolvere la crisi è dei governi più che della BCE. L’EUR/USD ha toccato dei minimi di sessione a $1.3261 dopo aver innescato alcuni stop oltre i minimi di venerdi dell’1.3280. Al momento la coppia è scambiata attorno al 6.0% sotto i massimi di ottobre e dell’11% sotto ai massimi del maggio 2011, di poco inferiori alla soglia dell’1.5000.
Le borse giapponesi hanno chiuso al rialzo dopo che gli esportatori hanno tratto beneficio dall’indebolimento dell’USD/JPY e dopo che la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti è salita ad un massimo di 6 mesi, portando così ad un miglioramento delle aspettative di esportazione da parte delle aziende nipponiche. In Cina, il Shanghai Stock Index è crollato ai minimi di 2 ½ anni dopo il non brillante dato sulle esportazioni e dopo che il governo si è impegnato ad imporre delle limitazioni sull’acquisto di abitazioni durante il prossimo anno. Le esportazioni cinesi di novembre sono salite del 13.8% y/y, migliori delle aspettative di un +10.9% y/y, che rappresentano pur sempre la crescita più leeeeeeeenta da 2 anni a questa parte.
Standard & Poor’s ha messo nuove pressioni sull’Eurozona con il loro capo-economista che ha avvisato che il tempo sta scadendo affinchè l’euroblocco trovi un modo per arrestare lo shock, prevenendone quindi un’espansione. I titoli bancari statunitensi potrebbero scendere durante la seduta tradizionale in quanto gli investitori valuteranno la possibilità di un credito più stretto in Europa. Le azioni della Bank of America hanno perso l’1.4% a $5.64 nelle contrattazioni di pre-apertura. I titoli legati alle risorse saranno al centro dell’attenzione dopo che i future sul petrolio WTI sono scesi dell’1.1% a seguito delle forte preoccupazioni sulle prospettive per l’Eurozona.
L’euro ha perso terreno nella giornata di lunedì annullando i guadagni messi a segno venerdì dopo il summit europeo. 26 dei 27 leader dell’UE hanno messo a segno un accordo che prevede misure più ferre sul budget per l’Eurozona, oltre alla fornitura fino a 200 miliardi di euro in prestiti bilaterali al FMI da parte dei paesi dell’Eurozona e alcuni altri paesi europei per aiutare a risolvere la crisi del debito europeo. Anche se l’Europa è riuscita a fare un passo avanti nella crisi, l’Euro è caduto dopo l’annuncio di Moody’s che il Summit Europeo non offre nuove misure particolari per risolvere la crisi del debito, aggiungendo che l’Europa continua ad essere in corsa per ulteriori shock.



