Nei prossimi giorni il flusso di notizie sarà piuttosto limitato, anche se negli Stati Uniti, il membro della FED super falco Richard Fisher parlerà due volte, mentre Bullard (senza diritto di voto) solo una e questa pletora di aggressività potrebbe attenuare l’ottimismo circa un imminente alleggerimento quantitativo (anche se è ancora probabile che l’alleggerimento quantitativo torni alla ribalta prima della fine dell’anno in corso). Negli Stati Uniti le vendite al dettaglio preliminari per il mese di agosto potrebbero rivelarsi il dato più significativo della settimana, con distorsioni causate dall’uragano Irene alla fine del mese scorso. I dati inflazionistici dovrebbero, con buona probabilità, mostrare i primi segni di una flessione dei livelli headline, permettendo così alle “colombe” di preparare gli argomenti a favore di un nuovo ciclo di alleggerimento quantitativo per novembre (facendo finta di niente per quanto riguarda i tassi core, che continuano a crescere).
La settimana scorsa settimana è stata all’insegna di una calma piuttosto instabile: molti strumenti si sono tenuti all’interno di intervalli raggiunti di recente, altri hanno messo a segno forti cadute. Gli indici azionari sono rimasti inalterati o sono stati scambiati “leggermente” al ribasso. Il DAX di Francoforte ha raggiunto i minimi da luglio 2009, ritracciando il 61% dei guadagni messi a segno da allora. I tassi dei bond di alcuni stati sovrani hanno raggiunto nuovi minimi: Singapore a 10 anni 1.45%, Bunds 1.80%, USTs 1.90% e Canada 2.30%. I titoli di stato a 10 anni belgi e portoghesi hanno raggiunto nuovi record a 230 e 935 bps rispetto ai Bund e i vecchi e cari titoli greci a 2 anni hanno fatto segnare nuovamente un record a 58.96%, mentre quelli a 10 anni sono avanzati di 11 punti base a 20.337% e il CDS a 5 anni è cresciuto di 280 bps a 3238 bps. L’USD ha guadagnato nei confronti di T-U-T-T-E le valute, fino all’11% nei confronti del CHF, la coppia EUR/USD ha toccato un minimo degli ultimi 6 mesi a $1.3626 e EUR/PLN a 4.3475, il valore più basso raggiunto dal luglio 2009. L’oro spot ha raggiunto un nuovo massimo a $1920.30/oncia.
Un’altra importante sorpresa da una banca centrale arriva dall’epicentro dell’Europa. “L’attuale massiccia sopravvalutazione del franco svizzero pone una forte minaccia all’economia svizzera e implica il rischio di deflazione. La BNS mira pertanto ad un indebolimento sostanziale e duraturo del franco svizzero. Con effetto immediato, non sarà più tollerato un tasso di cambio EUR/CHF al di sotto del tasso minimo di CHF 1.2000. La BNS ha detto che farà valere questo tasso minimo con la massima determinazione ed è pronta ad acquistare valuta estera in quantità illimitata”.
Lunedì la commissione indipendente sulle banche pubblicherà il rapporto finale sull’industria bancaria nel Regno Unito. I dati sull’inflazione domineranno il calendario piuttosto scarno dell’Eurozona, con i dati finali di agosto che dovrebbero confermare la stabilizzazione dell’inflazione nel mese di agosto al 2.5%, mentre nel Regno Unito saranno pubblicati inoltre i dati sul mercato del lavoro che potrebbero accumulare livelli di pressione per la BoE circa eventuali nuove misure di alleggerimento quantitativo. In Giappone, il sondaggio trimestrale del Ministero delle Finanze sulle condizioni del corporate trading sarà al centro dell’attenzione. Tale rapporto fornisce una previsione di quello che verrà dettagliato maggiormente con il rapporto Tankan. Prevediamo sostanziali miglioramenti delle condizioni operative. Questo sondaggio dovrebbe fornire una prima indicazione delle aspettative sugli investimenti dopo il terremoto/tsunami dello scorso 11 marzo.







