giovedì, febbraio 23, 2012

Analisi mercati forex 12 dicembre 2011

Il nuovo leader della BCE, Super Mario Draghi, nella conferenza stampa che ha seguito la decisione di tagliare il tasso di riferimento di 25 punti base all’1.00%, ha messo in guardia che la ‘Sua’ istituzione sarà guidata dallo spirito del trattato europeo e che azioni come prestare soldi al FMI per poi passarli a paesi bisognosi dell’Eurozona è problematico sotto il punto di vista legale.  Dopo aver ammesso che la decisione non è stata unanime (trasparenza???) e che ci sono state animate discussioni, Draghi ha annunciato inoltre che la liquidità illimitata per 3 anni sarà disponibile dal 21 dicembre e che si farà uso di diversi collaterali per garantire questo fondo che funzionerà come agente per i programmi di acquisto di bond dell’EFSF. La Banca Centrale Danese ha tagliato i tassi di riferimento di 40 punti base allo 0.80%. La RBA ha tagliato il proprio Cash Rate di 25bps al 4.25% servendo sul piatto d’argento i dati di un debole mercato abitativo e un  potenziale ralleeeeeeeeeentamento globale. Si tratta forse una misura preventiva in quanto la prossima riunione è prevista per il 7 febbraio. La BoC, RBNZ e BoE/CPM hanno lasciato i tassi invariati rispettivamente all’1.00%, 2.50% e 0.50%. In vista del summit europeo con i leader dell’Europa a 27 di venerdì scorso a Bruxelles, l’agenzia di rating sul credito S&P ha messo in credit watch negativo 15 dei 17 debiti sovrani dei paesi dell’Eurozona (Cipro lo è già e la Grecia è spazzatura), e così anche il rating dell’UE, citando lo “stress sistemico” alla base della scelta.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la riunione del FOMC della Fed sarà al centro dell’attenzione. Non si prevede un cambiamento di rotta nella politica monetaria visti gli ultimi sviluppi dei dati di attività, a meno di un fallimento clamoroso del summit UE che porterebbe ad un crollo dei mercati rischiosi. Il FOMC potrebbe entrare nei dettagli degli obiettivi che vogliono vedere prima di iniziare uno stringimento della politica monetaria in futuro (un futuro lontano), come ad esempio il livello di disoccupazione o il tasso di inflazione. Ad ogni modo, forse è troppo presto per parlare di tutto ciò e se ne discuterà solo a livello generale. Per quanto riguarda i dati, la PI dovrebbe continuare a cresceeeeeeere in luce dei dati piuttosto decenti ISM e la fiducia dei consumatori che dovrebbe migliorare data la solidità del mercato del lavoro, che sta aumentando. Nel contempo, le pressioni inflazionistiche dovrebbero continuare a mitigarsi. Le cifre PMI saranno al centro dell’attenzione nell’Eurozona, in quanto già compatibili con i livelli di recessione.
Nel Regno Unito sono previsti una serie di dati economici che dovrebbero riportare un’inflazione inferiore al 5.0% a novembre prima di portarsi verso l’1.0% nei prossimi 12 mesi. In questo clima, la BoE ha ampio margine di manovra per offrire ulteriori misure di stimolo, ove necessario. Sfortunatamente sembra che sarà proprio il caso, in quanto le vendite al dettaglio sembrano in diminuzione e la disoccupazione dovrebbe aumentare nei dati di questa settimana. Prevediamo un annuncio a febbraio di ulteriori £75mld nel programma di acquisto asset.
I dati sull’esportazione di novembre in Cina e Singapre e la riunione di politica monetaria della Bank of India saranno le notizie principali in Asia ex-Giappone. Le recenti debolezze nell’export in Asia sono da addebitare principalmente al settore dell’elettronica. Cerchiamo segni di un rallentamento di questo trend. Ciononostante, la forte diminuzione nell’esportazione di componenti riportata nel PMI manifatturiero cinese di novembre presagisce uno scenario non brillante per le esportazioni. Il deprezzamento del 17% dell’INR da agosto ad oggi può alimentare aspettative di inflazione, oltre al consenso che il ciclo di stringimento della RBI è terminato con l’aumento dei tassi dello scorso 25 ottobre. Prevediamo uno iato per la prossima settimana.


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