Archivio per ottobre, 2008
forex analisi tecnica e fondamentale mercati valute
venerdì, 31 ottobre 2008 12:38
Ormai è ufficiale, se me l’avessero detto un mese fà non ci avrei creduto, il mercato forex si è letteralmente ancorato al mercato azionario nel breve periodo, e se continua anche il lungo periodo ne sarà influenzato.
se il mercato azionario è in positivo il dollaro scende, sale l’euro, sale la sterlina, scende lo yen, viceversa se è in negativo sono guai principalmete per l’euro e per la sterlina.
Resta da dire che si sono toccati punti veramente importati in questo mese, il franco svizzero era ai massimi, la sterlina ai minimi. Il carry trade non esiste più, pertanto almeno per adesso non ci sono investiementi di lungo periodo.
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Forex L’euro ha invertito il trend in questi giorni
giovedì, 30 ottobre 2008 11:18
L’euro sul dollaro ha invertito il trend, ha recuperato molto terreno l’euro portandosi oltre la soglia psicologica di 1.3. Settimana scorsa è stata tutta reuperata. Intanto tra le coppia di valute che ancora sta mantenedo un andamento irregolare è USD/CHF anche se non supportato dai fondamentali, tutti gli indicatori di analisi tecnica, insieme al confronto con più periodi temporali lo danno in sell, anche se attualmente non ha una elevata volatilità questa coppia di valute, si possono guadagnare oltre 200 pips in una settimana.
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Forex fondamentale Consumer Confidence index (CCI)
mercoledì, 29 ottobre 2008 02:06
Un indagine della fiducia dei consumatori riguardante la situazione corrente e quella futura sulle condizioni dell’economia effettuata dal Conference Board. IL Conference Board è un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro. Cinque mila consumatori sono intervistati ogni mese.
Questo indice è in relazione al potere d’acquisto, più sono fiduciosi I consumatori circa l’economia e sulle loro finanze, e più è probabile che essi spenderanno. Le spese al consumo rappresentano i 2/3 dell’economia, per questo rappresenta un’indicatore di riferimento importante. Un punto di critica è la debole connessione dell’indice con le spese delle famiglie. Per questi motivi molti esperti considerano più affidabile il dato sulla fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan.
L’importanza è media, ha un impatto moderato sul mercato.
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Servizi accessori
martedì, 28 ottobre 2008 02:32
I soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi di investimento possono prestare anche i seguenti servizi accessori:
- custodia e amministrazione di strumenti finanziari;
- locazione di cassette di sicurezza;
- concessione di finanziamenti per effettuare operazioni relative a strumenti finanziari nelle quali interviene il soggetto che concede i finanziamenti;
- consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, industriale e in materia di concentrazione e acquisti di imprese;
- servizi connessi all’emissione o al collocamento di strumenti finanziari;
- ricerca in materia di investimenti, analisi finanziaria o altre forme di raccomandazione generale riguardanti strumenti finanziari;
- intermediazione in cambi collegata alla prestazione di servizi di investimento.
Per prestare servizi accessori non occorre, a differenza dei servizi di investimento, alcuna autorizzazione e, quindi, li possono prestare anche soggetti non autorizzati alla prestazione dei servizi di investimento. Se però vengono prestati da intermediari autorizzati, questi devono rispettare le regole di condotta previste per i servizi di investimento.
per una trattazione completa si sconglia di studiare il Testo Unico della Finanza, Decreto Legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), presente sul sito della consob sempre aggiornato.
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Strumenti Finanziari non complessi
lunedì, 27 ottobre 2008 02:30
Rientrano nella categoria degli Strumenti Finanziari non complessi:
1. le azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato o in un mercato equivalente di un Paese terzo;
2. gli strumenti del mercato monetario;
3. le obbligazioni o altri titoli di debito (escluse le obbligazioni o i titoli di debito che incorporano uno strumento derivato);
4. gli OICR armonizzati.
Sono inoltre considerati strumenti finanziari non complessi quelli non menzionati ai punti precedenti, che soddisfano i seguenti requisiti:
a) esistono frequenti opportunità di cedere, riscattare od ottenere altrimenti il corrispettivo di tali strumenti a prezzi che siano pubblicamente disponibili per i partecipanti al mercato. Tali prezzi devono essere quelli di mercato o quelli messi a disposizione, ovvero convalidati, da sistemi di valutazione indipendenti dall’emittente;
b) non implicano alcuna passività effettiva o potenziale per il cliente che vada oltre il costo di acquisizione dello strumento;
c) sono pubblicamente disponibili informazioni sufficientemente complete e di agevole comprensione sulle loro caratteristiche, in modo tale che il cliente al dettaglio medio possa prendere una decisione informata in merito alla realizzazione o meno di un’operazione su tali strumenti;
d) non sono strumenti derivati.
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I Derivati
domenica, 26 ottobre 2008 02:29
Che cosa sono i derivati? Il termine DERIVATI indica la peculiarità di questi prodotti, il loro valore deriva dall’andamento del valore di una attività ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente.
L’attività o l’evento, che possono essere di qualsiasi natura o genere, costituiscono il SOTTOSTANTE del prodotto derivato.
I prodotti derivati sono utilizzati, principalmente, per tre finalità:
· finalità di copertura o hedging
· finalità speculativa
· conseguire un profitto privo di rischio (finalità di arbitraggio).
Diversi dai prodotti derivati sono i prodotti strutturati, che sono costituiti dalla combinazione, in un unico prodotto, di uno o più prodotti finanziari con uno o più prodotti derivati, in maniera tale da modificare strutturalmente l’originario profilo di rischio/rendimento dei singoli prodotti.
Le Principali categorie di prodotti derivati sono: I contratti a termine (I contratti forward, I contratti future) Gli swap ( interest rate swap, I currency swap, Gli asset swap, I credit default swap, I total return swap, Altre tipologie di contratti swap) e Le opzioni.
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Consulenza in materia d’investimenti
sabato, 25 ottobre 2008 02:27
Con la consulenza in materia di investimenti l’intermediario fornisce consigli o raccomandazioni relative ad una o più operazioni concernenti un determinato strumento finanziario. Caratteristica del servizio è che il consiglio o la raccomandazione siano personalizzati, ossia presentati come adatti al cliente o basati sulle caratteristiche del cliente stesso.
Consigli e raccomandazioni personalizzati vuol dire che questi sono presentati come adatti al cliente o basati sulle sue caratteristiche. Non sono consulenza, pertanto, le raccomandazioni e i consigli rivolti al pubblico con mezzi di comunicazione di massa (giornali, televisioni, internet, ecc.). Le raccomandazioni e i consigli, inoltre, devono suggerire di acquistare, vendere, scambiare o anche continuare a detenere uno specifico strumento finanziario.
Non costituiscono consulenza in senso proprio, ma consulenza generica, quei consigli che normalmente gli intermediari danno in merito non ad un determinato strumento finanziario ma ad un tipo di strumento finanziario (azioni, obbligazioni, quote di fondi, ecc.), ovvero alla composizione del portafoglio (un po’ più di azioni, un po’ meno di obbligazioni, privilegiare il mercato americano piuttosto che quello asiatico, ecc.).
Questa attività può essere un momento preparatorio e strumentale a tutti i servizi di investimento (e soprattutto della consulenza in senso proprio) e gli intermediari, nel prestarla, devono rispettare le regole previste per il servizio che stanno offrendo.
Possono prestare la consulenza in materia di investimenti gli intermediari, anche tramite promotori finanziari, e le persone fisiche in possesso di particolari requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e solidità patrimoniale iscritti in un apposito albo di consulenti finanziari.
La consulenza in senso proprio assicura un elevato grado di tutela, perché mette al servizio dell’investitore la professionalità del consulente che suggerirà solo operazioni ritenute adeguate, assumendosene anche la responsabilità.
Per svolgere seriamente il compito, l’intermediario deve chiedere al cliente alcune informazioni: non si può stabilire se un’operazione è adeguata se non si hanno notizie su conoscenza e esperienza in materia di investimenti, situazione finanziaria e obiettivi di investimento del cliente.
Senza queste informazioni, l’intermediario non può “raccomandarci” nulla e, quindi, deve astenersi dal fornirci il servizio.
Oltre a valutare l’adeguatezza il consulente dovrà fornirci tutte le informazioni necessarie ed evitare o gestire correttamente i conflitti di interessi.
Di norma è riscontrabile una connessione tra la prestazione del servizio di consulenza e la prestazione di altri servizi (di esecuzione di ordini, ricezione e trasmissione o
collocamento), nel senso che chi, ad esempio, esegue l’ordine del cliente gli fornisce anche il servizio di consulenza.
Un aspetto importante della consulenza è il rapporto che lega il consulente alla società che emette i prodotti oggetto delle sue raccomandazioni.
Può accadere, infatti, che il soggetto stesso che presta la consulenza sia emittente di strumenti finanziari (o che lo siano altre società del suo gruppo): si pensi ad una banca appartenente a un gruppo di cui fa parte anche una società di gestione di fondi comuni.
Può anche accadere che il consulente riceva degli incentivi (sotto forma di compensi, commissioni o prestazioni non monetarie) dalla società che emette i prodotti consigliati.
Sono situazioni che il consulente deve gestire con correttezza e delle quali deve informarci. Valutiamo queste informazioni: nulla ci impedisce di scegliere fra più consulenti quello che riteniamo si trovi in situazione migliore per operare in assoluta indipendenza.
per una trattazione completa si sconglia di studiare il Testo Unico della Finanza, Decreto Legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), presente sul sito della consob sempre aggiornato.
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Gestione di portafogli
venerdì, 24 ottobre 2008 02:25
Con la gestione di portafogli il cliente incarica l’intermediario di gestirgli in tutto o in parte il proprio patrimonio in strumenti finanziari. Spetta all’intermediario decidere come e quando acquistare o vendere titoli.
Per una trattazione completa si sconglia di studiare il Testo Unico della Finanza, Decreto Legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), presente sul sito della consob sempre aggiornato.
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